IN VIAGGIO TRA CURANDERI E SCIAMANE
[…] Fin dall’inizio le donne hanno partecipato alla costruzione del linguaggio e della cultura, agendo ritualmente all’interno delle svariate comunità umane e non semplicemente contribuendo alla società nei termini di riproduzione/procreazione. In tutto ciò, studiando attentamente lo sciamanesimo femminile si può constatare che esso non dimora nella dimensione della trascendenza, ma si origina dal corpo delle donne in stretta relazione con il ciclo di vita, morte e rigenerazione, dando vita a società più pacifiche e ugualitarie, dove il sacro è vissuto nelle azioni quotidiane e in stretto contatto con la natura.
ESTRATTO DAL LIBRO “DONNE SCIAMANE” DI MORENA LUCIANI RUSSO
ESTRATTO DAL LIBRO “DONNE SCIAMANE” DI MORENA LUCIANI RUSSO
Lo sciamanesimo può essere descritto come fenomeno ancestrale (presente già nel paleolitico) comprendente un insieme di pratiche e credenze proprie di diversi contesti geografici e culturali, spesso incentrate sulla figura dello sciamano e della sciamana, guaritori e mediatori tra il mondo umano e quello spirituale attraverso stati non ordinari di coscienza quali la trance o esperienze estatiche. Il mio incontro con lo sciamanesimo inizia diversi anni fa quando durante la malattia di mia mamma sentii il bisogno di avvicinarmi ad un approccio più intuitivo e spirituale e così mi rivolsi a Morena Luciani Russo, antropologa e sciamana, con cui condivisi un percorso di pratica e conoscenza dello sciamanesimo femminile. Ancora oggi mi rivolgo a Morena quando ho bisogno di una guida per entrare nelle profondità dell'anima e riemergere più forte, più lucida e più integra.
Nel 2022 mi ritrovai a viaggiare in solitaria per sei mesi tra Chile, Argentina e Bolivia. In Chile mi fermai più di un mese nella meravigliosa e mistica Valle dell'Elqui dove incontrai Loto, sciamana nativa, esperta terapista ayurvedica, meditante e maestra spirituale. Sentii subito una grande affinità e dopo un breve percorso insieme continuai negli anni a farmi guidare da questa donna eccezionale che mi ha accompagnato durante momenti intensi di cambiamento, confusione e dolore, e poi in gravidanza, durante il parto e nel difficile periodo che ha seguito la nascita di mio figlio Aki Miguel. Il mio percorso con lei prosegue e provo immensa gratitudine per il nostro incontro, per la sua saggezza, accoglienza e amorevolezza che mi è di esempio ogni giorno.
Mi trovavo in Bolivia, pronta per volare a Tarapoto per un'esperienza intensiva di guarigione sciamanica nel centro Takiwasi quando il caso o il destino ha voluto che il programma fosse annullato e decidessi di tornare a Rurrenabaque, cittadina del Beni nell'amazzonia, dove avevo conosciuto Chapa, il mio futuro marito. L' Amazzonia aveva esercitato su di me un fascino speciale, primordiale, non riconducibile soltanto alle bellezze naturali, al caos e ai colori dei mercati cittadini, alla semplicità estrema delle comunità rurali lungo il fiume. Alla fine vi restai quasi un anno. Solo dopo diversi mesi scoprii che Chapa, che era già diventato il mio compagno, oltre ad essere un guaritore locale che utilizzava erbe e rituali, aveva avuto una chiamata per un apprendistato di oltre un anno e poi l'iniziazione da "sciamano". In realtà mi spiegò successivamente che presso il popolo chiman e in generale nella zona amazzonica il termine sciamano evoca la magia nera e incantesimi di malattia e morte nella contrapposizione tra guaritori "buoni" e stregoni malvagi.
Intanto la curiosità verso questo mondo culturale mi aveva spinto ad approfondire, durante un viaggio in Perù che facemmo subito dopo esserci sposati, le basi della medicina andina e dello sciamanesimo di quella zona. Cercando informazioni più scientifiche mi imbattei negli scritti e nei corsi del Dr Villoldo, medico antropologo e sciamano che ha vissuto per molti anni tra gli sciamani di varie zone del mondo ma in particolare della regione andina e amazzonica del Perù. La sua capacità di tradurre in un linguaggio moderno le conoscenze ancestrali, riadattando le pratiche e integrandole con il sapere scientifico medico-psicologico, mi ha permesso di integrare ulteriormente parte delle esperienze e delle tecniche nel mio lavoro terapeutico.
Ad oggi mi sento grata di aver incontrato sulla mia strada queste anime la cui vocazione sento vicina, e proseguo nel mio cammino di esplorazione, integrazione e riproposizione di questi strumenti, che preferisco chiamare neosciamanici per non incorrere in una presuntuosa e illusoria appropriazione di saperi antichissimi cui è giusto avvicinarsi con delicatezza, rispetto e sacralità.
SAPERI ANCESTRALI ED ETICA INTERCULTURALE
Parlare di sciamanesimo in modo serio significa riconoscerne la complessità, il valore simbolico e spirituale, ma anche la profondità antropologica e culturale. Per questo motivo, quando oggi ci si avvicina allo sciamanesimo, è importante farlo con rispetto verso un linguaggio antico che parla di relazione, di ascolto, di guarigione, di visione simbolica e di riconnessione con la natura e con sé stessi.
In molte tradizioni riconosciute anche dall’UNESCO, il sapere sciamanico entra in relazione con forze spirituali o invisibili per portare guarigione, protezione, e armonia tra esseri umani, natura e dimensione sacra in una visione non separata della realtà.
In epoca moderna spesso pratiche nate in contesti specifici vengono rielaborate e proposte fuori dal loro ambiente originario con una indebita appropriazione culturale e una commercializzazione del sacro.
In molte tradizioni riconosciute anche dall’UNESCO, il sapere sciamanico entra in relazione con forze spirituali o invisibili per portare guarigione, protezione, e armonia tra esseri umani, natura e dimensione sacra in una visione non separata della realtà.
In epoca moderna spesso pratiche nate in contesti specifici vengono rielaborate e proposte fuori dal loro ambiente originario con una indebita appropriazione culturale e una commercializzazione del sacro.
IL COSMO SCIAMANICO: UN APPROCCIO ANTROPOLOGICO
L'antropologo si rifiuta di studiare lo sciamano al di fuori del suo contesto culturale comunitario. Egli si propone piuttosto di interpretare lo sciamanesimo come un sistema simbolico nell'ambito della particolare società oggetto di studio.
Tuttavia alcune caratteristiche del fenomeno sciamanico possono essere condivise da più culture, costituendo un nucleo comune:
Nelle società sciamaniche tradizionali tale funzione è spesso concentrata nello sciamano ma la stessa funzione può essere assolta da un gruppo, o anche dall'intera comunità. Come affermano alcune popolazioni siberiane che eseguono collettivamente i rituali pubblici, vi può essere sciamanesimo senza sciamano mentre di fondamentale importanza nei rituali sciamanici è la rappresentazione dell'alleanza tra mondo umano, natura e spiriti.
Tuttavia alcune caratteristiche del fenomeno sciamanico possono essere condivise da più culture, costituendo un nucleo comune:
- la relazione con il mondo invisibile. Lo sciamano è capace di attraversare e interagire con le diverse dimensioni della realtà.
- il rapporto con la natura, presenza viva dotata di energia, coscienza e spirito.
- il legame con il territorio.
- l'aspetto simbolico. Lo sciamanesimo si esprime attraverso immagini, sogni, visioni, animali guida, canti, suoni, tamburi, riti e gesti. Un linguaggio che tocca l’inconscio, l’immaginazione, la memoria profonda.
Nelle società sciamaniche tradizionali tale funzione è spesso concentrata nello sciamano ma la stessa funzione può essere assolta da un gruppo, o anche dall'intera comunità. Come affermano alcune popolazioni siberiane che eseguono collettivamente i rituali pubblici, vi può essere sciamanesimo senza sciamano mentre di fondamentale importanza nei rituali sciamanici è la rappresentazione dell'alleanza tra mondo umano, natura e spiriti.
Si parla più frequentemente di sciamano al maschile nonostante la ricercatrice, archeologa e antropologa culturale Marija Gimbutas ha confermato con le sue scoperte l'esistenza di uno sciamanesimo femminile, anche nell’Europa Antica, dove il sacro si manifesta
nella rappresentazione del corpo femminile: un corpo connesso con gli elementi e i cicli della natura. Le donne sciamane entrano in contatto con l’universo tramite i cicli del proprio corpo (i cicli mestruali lunari). L’intuizione, il sogno rituale, il tamburo sciamanico, il canto rituale, l’animale di potere sono alcuni degli strumenti a disposizione per guidare la comunitá.
nella rappresentazione del corpo femminile: un corpo connesso con gli elementi e i cicli della natura. Le donne sciamane entrano in contatto con l’universo tramite i cicli del proprio corpo (i cicli mestruali lunari). L’intuizione, il sogno rituale, il tamburo sciamanico, il canto rituale, l’animale di potere sono alcuni degli strumenti a disposizione per guidare la comunitá.
SCIAMANESIMO E NEOSCIAMANESIMO
Il termine tunguso 'sciamano' fa la sua prima comparsa nel racconto dell'arciprete russo ortodosso Avvakum, esiliato in Siberia alla fine del XVII secolo, il quale indica nello sciamano un suo rivale religioso, al servizio del diavolo anziché di Dio, e descrive il rituale fatto di salti, gesticolamenti e grida che questi esegue per prevedere il tempo: l'etimologia del termine: šama- significa infatti 'muovere i piedi', 'agitare le gambe', e quindi saltare, danzare accompagnandosi con la voce, ed è usato per gli animali e per gli esseri umani che ne imitano il comportamento. La parola entra nel lessico europeo nel XVII secolo grazie ai primi resoconti di missionari ed esploratori, per poi diffondersi tra Ottocento e Novecento con lo sviluppo degli studi etnografici. Nelle comunità siberiane lo sciamano comunicava con gli spiriti per favorire la caccia, guarire malattie o ristabilire l’equilibrio tra uomo e natura, tra uomo e spiriti..
Tradizioni e fenomeni simili sono presenti in molte culture, dall’Amazzonia all’Asia centrale, all’interno di contesti sociali specifici che presentano caratteristiche uniche e una propria terminologia, pur condividendo alcuni aspetti fondamentali tra cui la salute della comunità.
In ambito contemporaneo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in seguito all’interesse crescente per le culture indigene e per le esperienze di spiritualità nativa, si è iniziato ad usare il termine neosciamanesimo per indicare pratiche ispirate a tradizioni sciamaniche rielaborate per il contesto moderno occidentale. È una distinzione importante, perché aiuta a non confondere il patrimonio culturale dei popoli originari con percorsi contemporanei di crescita personale e spirituale orientati più all'individuo che alla comunità. L’antropologo Michael Harner elabora il cosiddetto core shamanism, una versione semplificata e universalizzata delle pratiche sciamaniche, svincolata dai contesti culturali originari.
In questo modo il neosciamanesimo non è legato ad un contesto geografico e culturale specifico ma l’esperienza rituale e simbolica può essere ricreata ovunque, inserita nel quotidiano, integrata nei percorsi terapeutici, condivisa durante le cerimonie.
Tradizioni e fenomeni simili sono presenti in molte culture, dall’Amazzonia all’Asia centrale, all’interno di contesti sociali specifici che presentano caratteristiche uniche e una propria terminologia, pur condividendo alcuni aspetti fondamentali tra cui la salute della comunità.
In ambito contemporaneo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in seguito all’interesse crescente per le culture indigene e per le esperienze di spiritualità nativa, si è iniziato ad usare il termine neosciamanesimo per indicare pratiche ispirate a tradizioni sciamaniche rielaborate per il contesto moderno occidentale. È una distinzione importante, perché aiuta a non confondere il patrimonio culturale dei popoli originari con percorsi contemporanei di crescita personale e spirituale orientati più all'individuo che alla comunità. L’antropologo Michael Harner elabora il cosiddetto core shamanism, una versione semplificata e universalizzata delle pratiche sciamaniche, svincolata dai contesti culturali originari.
In questo modo il neosciamanesimo non è legato ad un contesto geografico e culturale specifico ma l’esperienza rituale e simbolica può essere ricreata ovunque, inserita nel quotidiano, integrata nei percorsi terapeutici, condivisa durante le cerimonie.
MEDICINA ENERGETICA NEOSCIAMANICA
Pratiche di guarigione derivate dalle antiche tradizioni sciamaniche riadattate al contesto moderno comprendono l'utilizzo di rituali, cerimonie, pratiche energetiche, simboliche e meditative, stati di coscienza espansa, trance e connessione profonda con la Natura, la Terra, il Cosmo. Nel neosciamanesmo la saggezza antica si integra con le conoscenze attuali della fisica quantistica, della biofisica, della medicina dei sistemi, della psicologia, delle neuroscienze come via di risveglio della Coscienza e guarigione.
Nella mia pratica clinica seguo l'approccio del Dr. Alberto Villoldo, medico antropologo, sciamano e ricercatore, che dopo anni di studi e pratica con sciamani tradizionali di tutto il mondo, in particolare della tradizione andina e himalayana, insegna e trasmette conoscenze ancestrali e tecniche di guarigione energetica-spirituale integrate con il sapere e il linguaggio della scienza moderna, adattate al nostro contesto geografico e culturale occidentale.